l’Ex carrozzeria “Barbi”

l’Ex carrozzeria “Barbi”

Marzo 7, 2020 6 di Bruno Ghirarduzzi

E’ arrivato marzo, Ambra ed io decidiamo di partire per una mattinata di foto ed esplorazione. Colazione in un bar di San Prospero.. e che la giornata abbia inizio!!.

Giungiamo a Mirandola, ma senza nessuna meta precisa.Siamo sorretti, solo dalla certezza che sarà comunque una giornata passata in compagnia e speciale. Entrambe le cose, si sono avverate. Passiamo accanto ad un vecchio e fatiscente stabile, ove una scritta non leggibile, campeggia in alto.

Ovviamente lo stabile cattura la nostra attenzione.

Ambra, si avvicina al cancello che affianca lo stabile, con lo sguardo attento e curioso. La cosa, non sfugge al proprietario della villa che si cela dietro al cancello e con nostra sorpresa, si avvicina ad Ambra e con un marcato accento tedesco esclama: “Ho notato il suo sguardo curioso signorina, se vuole posso darle informazioni in merito”. Poi, aggiunge che è disposto, se la moglie Isabella e’ ovviamente d’accordo, a farci prima da guida all’interno degli edifici fatiscenti e suggestivi, a raccontarci la storia che si cela tra quelle vecchie mura ed infine, a lasciarci gli stabili a nostra disposizione per un servizio fotografico. Ambra ed io ci guardiamo negli occhi, quasi increduli. Herbert, questo e’ il suo nome è l’amministratore delegato della Nuova industria Barbi e Isabella ,donna affascinante, raffinata nei modi, ci illumina con il suo sorriso .

ISABELLA è la pronipote del fondatore di quell’industria, due persone dotate di una gentilezza d’altri tempi.

Herbert, ci narra la storia di quei luoghi, mentre ci accompagna tra i resti di ciò che rappresentò una delle maggiori industrie nella produzione di autobus in Italia, la BARBI SRL.

Ci narra’ che la Barbi, fu fondata da Galileo Barbi e nacque come piccola officina artigiana per la produzione di carrozze a cavallo, nella piccola frazione di Fossa di Concordia. Nel 1910 si trasferisce a Concordia sul secchia. Nel 1911 vince l’Esposizione Internazionale di Parigi , per la qualità e la comodità delle carrozze prodotte.

Nel 1927, con l’avvento della motorizzazione, inizia la produzione automobilistica: viene aperto lo stabilimento di Mirandola (dove ci troviamo ora) in cui si realizzavano carrozzerie per autoveicoli su telai .

Dopo pochi anni, nel 1931 la produzione si concentra sulla realizzazione di carrozzerie per veicoli industriali: furgoni, cabine per camion, autocarri ed ambulanze, occupando circa 70 operai, che in tempi piu’ recenti arrivano a 150 unità produttive, Successivamente, vengono realizzati i primi autobus, prima con una struttura in legno e poi con tubolari in acciaio.

Durante la seconda guerra mondiale la produzione viene temporaneamente riconvertita per le esigenze belliche, mentre nel dopoguerra l’azienda partecipa ad esposizioni e manifestazioni del settore autobus (come la Rosa d’Oro di San Remo), che ne consentono di far conoscere il nome nel mercato italiano.

Nel 1962 muore il fondatore Galileo e, l’azienda passa al figlio Sirner.

Negli anni 1980 prende avviò una collaborazione con la Volvo che andrà avanti fino al 2007.

Alla morte di Sirner Barbi nel 1994, la gestione passa ai fratelli Alberto e Carlo Barbi e la fabbrica viene trasferita nella zona industriale Mirandola.

 Ora rimane l’ultima grande carrozzeria di autobus italiana.

Herbert, con un poco di amarezza ci declama un proverbio tedesco tradotto in italiano:” I nonni creano l’azienda, i figli la fanno prosperare, i nipoti la distruggono..”, detto usato anche da noi , Italia .

Questo è, il racconto che Herbert durante la visita ci narrò.

Ora lasciati soli, diamo inizio alla vera esplorazione. Ambra curiosa, attenta ad ogni dettagli, io più attratto e focalizzato a contestualizzare i luoghi, formiamo una coppia unica. Ci compensiamo e soprattutto ci divertiamo . E cosi’, tra un capannone e l’altro, antichi macchinari dismessi, cartigli che evocano fantasmi di persone, che furono la forza lavoro di quella che fu’ un vanto dell’industria automobilistica italiana, ci inoltriamo.

Muffa, alberi che si stanno riprendendo gli spazi sottratti dal cemento.

E’ emozionante.

Affisso ad una colonna di cemento, ancora un manifesto, volutamente un po’ ironico, ma che ci fa percepire cosa volesse significare essere dipendenti in tempi in cui non vi erano le attuali tutele sindacali.

Finita l’esplorazione, telefoniamo ad Herbert, che ci attende nel giardino della propria abitazione assieme alla moglie Isabella. Ci soffermiamo a parlare con loro, Herbert, tedesco, cortese e di poche parole e Isabella sua moglie, visibilmente commossa , legata ai ricordi di quelle mura, al ricordo del nonno Galileo. Prima di congedarsi, ci regalano alcune fotografie originali, di alcuni “pullman” prodotti dalla Barbi Srl.

Un regalo inaspettato, che colpisce la nostra emotività .Una parte di storia tra le mani che descrivono un’epoca diversa rispetto a quella in cui viviamo . Un bianco e nero sbiadito e scolorito dal tempo ma che grazie all’incontro casuale di alcune persone hanno ripreso ” vita”.

Li ringraziamo immensamente e li salutiamo.

Un’altra giornata magica, nata dal caso, frutto di una vera amicizia : speciale, unica che ci ha regala costanti emozioni .

Ambra e Bruno nel viaggio … SCD Team

7 marzo 2020 – Provincia di MODENA

esploratori , ricercatori di misteri , leggende e fantasmi.

foto di repertorio