Una Colonia-

Una Colonia-

Gennaio 5, 2020 2 di Ambra Turra

“Le sorelle Ambra e Mavy .T. sono pregate di recarsi al telefono ..” una corsa attraverso il refettorio fino a raggiungere l’area centralino, veniva premiata dalla telefonata di nostra madre che ci avvisava della sua imminente visita ..

Il tempo che sembrava infinito nelle estati degli anni ’80 fanno rinascere in me i ricordi che riemergono con gioia e malinconia .
Oggi da adulta , oppressa spesso dal senso di responsabilità , pesante come un macigno rimpiango le meravigliose vacanze trascorse in colonia. – Ricordo con infinita tenerezza alcuni animatori : Licia di Monfalcone che con la sua chitarra accompagnava le serate di animazione,la conoscenza di EMANUELA ( che sento tuttora), i corsi di bazar , la scherma , la danza , le fughe dal centro vacanze , le visite ai musei , i giochi d’estate , le merende , le uscite. . i saluti accompagnati dalle lacrime che, al termine dell’estate si riflettevano sul finestrino della corriera; una corriera che avrebbe accompagnato tutti i bambini nelle loro rispettive abitazioni , distribuite in ogni regione d’Italia..

Erano anni entusiasmanti ,accompagnati da un senso di libertà’ indescrivibile .

Ed eccomi qua molti anni dopo a ridar vita e memoria a tutti questi ricordi , all’interno di quello che rimane delle colonie ,lasciate a se stesse , in balia del tempo , della corrosione e dalla devastazione.
Una struttura che sembra sempre solida , immutata ma che ogni giorno perde qualcosa , ancorata ad un passato in cui nessun bambino vi entra più.

Come qualsiasi altro posto divenuto ” luogo dell’abbandono ” viene inciso nella mia memoria .


Sono rimasta quella di un tempo , quella che si siede accanto al finestrino, colei che vuole memorizzare ogni singolo attimo di vita (senza accorgermi che anche la mia ogni giorno si accorcia ), che si perde nei meandri della sua stessa mente .

Anche se proprio questa colonia,non fa parte del mio vissuto infantile , in qualche modo si ricollega alla parte ” bambina , non troppo sopita , in me.
Entriamo Bruno ed IO ,molto silenziosamente ,figli di quella generazione che chiede ancora ” permesso ” .
In qualsiasi luogo divenuto meta di noi ” URBEX” , accarezzo quei muri scrostati , scoloriti dal tempo , dalla muffa , in un modo tenero quasi rassicurante ma che mi definisce e mi permette di entrare maggiormente in sintonia con le cose e le persone accanto a me…

5 gennaio 2020
PH AMBRA TURRA E BRUNO GHIRARDUZZI , ricercatori di emozioni , esploratori urbani , reporters .
foto di repertorio .