Esplorazione a Palazzo T.  Emilia Romagna

Esplorazione a Palazzo T. Emilia Romagna

Aprile 8, 2019 0 di adminSCD

E’ una bella giornata di Aprile.
Ambra, questa volta ha chiesto una esplorazione a sorpresa.
Mi arrovello, non voglio deluderla, lei trova sempre luoghi stupendi, affascinanti nella loro decadenza.
Partiamo.

Casello autostradale superato. Direzione nord/ovest.

Ci fermiamo a Salsomaggiore , facciamo colazione,in un bar stile”america anni 50, il “50 Special” nome che e’ anche un richiamo alla famosissima Vespa.
Cappuccino e una pasta.

Salutiamo il personale, gentile e ci avviamo verso la meta sconosciuta ad Ambra.
Per una volta, solo io sono a conoscenza della destinazione.
Mi sto’ divertendo, alle sue spalle, mentre lei curiosa, mi pone domande a cui solo in parte rispondo


Arriviamo a destinazione.
Alta Emilia, bassa Padania, al confine con la Lombardia, piena campagna, un edificio abbandonato ed enorme.
Palazzo T. ci attende.
Si dice che sia stato l’architetto Vanvitelli (lo stesso della reggia di Caserta), a progettare l’edificio, ma di certo non vi e’ nulla.
La villa possiede una corte interna che ha sia un effetto “scenografico”, sia quello, più funzionale, di aia.
La parte centrale, venne abitata nei mesi di villeggiatura da una antica famiglia patrizia. Le ali del castello (di castello si puo’ tranquillamente parlare), erano di pertinenza dei familiari e della servitù. E’ interamente cinto da mura, con un piccolo oratorio/chiesetta, dove al suo interno ,troviamo una fotografia, molto toccante a ricordo di un giovane scomparso.
Ambra ed io, cerchiamo un ingresso e come sempre, senza violare nulla .
Si entra e che l’esplorazione abbia inizio.
Una vecchia scopa di saggina appoggiata ad una colonna verra’ cavalcata da Ambra, scatenando ilarita’ e una fotografia come ricordo di un momento, gioioso.
Ovviamente l’obbiettivo e’ il mastio centrale, parte nobile dell’edificio, ma per ora le porte sono chiuse.
Entriamo nelle ali, e da li’ nei sotterranei.
E’ sempre un’emozione iniziare una esplorazione; si puo’ trovare tutto e nulla al contempo.
Ambra trova una vecchia sella nei sotterranei e una antica botte da vino.
Mentre esploriamo le ali, ci si para davanti una porta aperta, che conduce alla parte centrale destinata ai signori del castello. Ci guardiamo con espressione soddisfatta..qualcosa di emozionante e bello ci attende.
Entriamo.
Una scala affrescata, saliamo con gli occhi lucidi, un pò di emozione.
Al pimo piano, davanti alla porta che da’ sul salone una scritta “Non abbiamo toccato gli affreschi perche’ l’arte e’ vita”.
Persino i “writers” non hanno osato toccare cio’ che oltre la porta ci attende.
Una sala immensa, interamente affrescata.
La precisione degli affreschi ci disarma, sono bellissimi, coinvolgenti.
Ci guardiamo Ambra ed io.

Siamo dentro.
Osserviamo, scattiamo, e come sempre non tocchiamo nulla.
L’esplorazione continua, 3° ed ultimo piano.
Il tetto ha ceduto e l’acqua vi entra.., la vita degli affreschi e’segnata se non interverra’ nessuno.
Scendiamo al piano terra, in corrispondenza del salone, un’altra splendida sala sempre affrescata.
Ci chiediamo, come sia possibile che tale magnificenza sia destinata ad andare distrutta.
Nella sala successiva, l’imponente camino di marmo elaborato ha già preso la strada degli antiquari..rubato.!!!
Usciamo.
Una grande fontana, oramai priva di decori ci attende.
L’edificio e’ enorme, arriviamo alla cappella privata, qualche foto , vecchi fiori finti, il ricordo di un passato appartenente a qualcuno .
Attraversiamo l’erba alta ed usciamo dalla proprietà.
Siamo euforici per l’esplorazione e al contempo dispiaciuti per cio’ che attende quello che abbiamo appena visitato.


Una sosta a Grazzano Visconti al rientro.
Un’altra giornata magica.
Ambra e Bruno nel viaggio. 8 aprile 2019