Avventura al casino di caccia

Avventura al casino di caccia

Novembre 25, 2018 2 di Bruno Ghirarduzzi

Il casino di caccia (Provincia di Modena)

E’ il 25 novembre, una giornata di pioggia, Ambra ed io ci mettiamo in viaggio, zaini, pranzo al sacco come facciamo sempre, un viaggio breve questa volta.

Colazione in un simpatico bar e che l’avventura abbia inizio.

Arriviamo sul posto e al di là dei cancelli, dell’imponente parco, una villa del XVI secolo, splendida, decadente, grande, come enorme era la potenza della famiglia a cui apparteneva. Ci viene spontaneo porci una domanda : “ERA SOLO UN CASINO DI CACCIA?”.

L’edificio risulta abbandonato dal 2011, benche’ il grande parco sia tuttora molto curato.

Ci incamminiamo alla ricerca di un varco, non forziamo mai nulla (secondo la filosofia Urbex che ci appartiene), ci limitiamo ad osservare, fotografare e raccogliere emozioni per noi e da trasmettere in seguito a chi ci segue.

Trovato il varco, entriamo in quelle che erano le stalle e gli edifici adibiti ai servizi.

Lì, troviamo antichi confessionali, panche e un quadro raffigurante una Madonna, tutti elementi appartenenti alla piccola chiesa, che ci appare in fondo al corridoio. La luce e’ quasi inesistente ma l’emozione e’ forte.

Percorrendo il corridoio in senso inverso ci introduciamo nella villa vera e propria. Un grande camino, poi i resti di antichi affreschi e stemmi nobiliari ci accolgono. Il terremoto del 2012 ha reso la struttura ancora piu’ fragile, sostenuta da transenne e puntellata da sostegni in ferro.

Della villa non si conosce molto se non che fù di propieta’ di una potentissima famiglia (P.d.S.) e in seguito passò in mano agli Estensi.

Ambra ed io espoloriamo queste stanze oramai spoglie.

Dall’alto gli affreschi, meravigliosi ci “guardano”.

Ambra e bruno nel viaggio SCD team